L’AI ruberà il lavoro ai team IT? Le risposte emerse da AI.Next20

L’AI non ruba il lavoro ai team IT: la libera dalle attività ripetitive per lasciare spazio a ciò che genera davvero valore. Ecco cosa è emerso dal confronto tra CIO e IT Manager ad AI.Next20.

Dal confronto tra CIO, IT Manager ed esperti di Service Management emerge uno scenario diverso da quello spesso raccontato: l’AI non sostituisce le persone, ma permette loro di concentrarsi sulle attività che generano valore per il Cliente.

AI.Next20 è nato per celebrare i vent’anni di collaborazione tra Irimì e SysAid. Le due tappe di Bergamo e Roma hanno però rappresentato molto più di una ricorrenza.Oltre 100 CIO e IT Manager hanno partecipato agli eventi per confrontarsi su una domanda che oggi accomuna organizzazioni pubbliche e private:come utilizzare AI generativa e Agentic AI per migliorare concretamente qualità del servizio, produttività e capacità operativa dei team IT?Se fino a pochi anni fa l’intelligenza artificiale era vista soprattutto come una tecnologia promettente ma ancora sperimentale, oggi il confronto con i responsabili IT racconta una realtà diversa.

L’AI è uscita dalla fase sperimentale

Questo è probabilmente il primo messaggio emerso dagli interventi introduttivi di Alessandra Fabian, CEO di Irimì, e di Avi Kedmi, CEO di SysAid.Le organizzazioni non si chiedono più se adottare l’AI.
Le domande sono cambiate: Dove applicarla? Con quali priorità? Come misurare concretamente il valore generato?
In altre parole, l’attenzione si sta spostando dalla tecnologia al risultato. L’obiettivo non è introdurre nuovi strumenti, ma aiutare i team IT a rispondere alla crescente complessità dei servizi e alle aspettative sempre più elevate degli utenti.

Dall’automazione all’autonomia: quando creare un agente AI diventa semplice

Uno dei momenti che ha maggiormente colpito i partecipanti è stata la dimostrazione pratica condotta da Peter Visonà, ITSM Consultant di Irimì. Se fino a poco tempo fa parlare di agenti AI poteva evocare progetti complessi e lunghi sviluppi software, oggi lo scenario è profondamente cambiato.
Nel corso della dimostrazione live, Peter ha mostrato come sia possibile creare in pochi minuti un agente AI specializzato, senza scrivere codice e senza competenze di programmazione avanzate. Definendo semplicemente obiettivo, ruolo e attività da svolgere, è possibile configurare assistenti intelligenti in grado di supportare concretamente il lavoro quotidiano dei team IT. Ancora più interessante è la disponibilità di numerosi agenti già pronti all’uso, che permettono di accelerare ulteriormente l’adozione e sperimentare rapidamente nuovi scenari applicativi.
Più che sostituire le persone, questi strumenti si comportano come veri e propri collaboratori digitali: assistenti capaci di alleggerire le attività ripetitive, recuperare informazioni, suggerire azioni e supportare gli operatori in carne ed ossa nella gestione delle richieste.Per molti partecipanti, la semplicità e la rapidità con cui è stato possibile creare e mettere all’opera questi assistenti AI è stata una delle sorprese più significative di AI.Next20.

All’AI il lavoro ripetitivo, alle persone il valore

Ma la domanda che più frequentemente emerge quando si parla di intelligenza artificiale resta sempre la stessa:l’AI sostituirà le persone?
La testimonianza di Melissa Turco, ITSM Consultant di Irimì, ha fornito una risposta concreta.Nella quotidianità del Service Desk una parte significativa del tempo viene assorbita da attività necessarie ma a basso valore:

  • classificazione dei ticket;
  • assegnazione delle priorità;
  • smistamento delle richieste;
  • gestione delle attività più ripetitive.

Attività che spesso fanno iniziare la giornata “in salita”, mentre la coda delle richieste continua a crescere.Grazie all’AI, molte di queste operazioni possono oggi essere eseguite automaticamente.
Il risultato non è la riduzione del ruolo delle persone, ma la possibilità per gli operatori di concentrarsi sulle attività che richiedono davvero competenze, esperienza e capacità di relazione con gli utenti.Ed è qui che emergono i benefici più concreti.Secondo quanto presentato durante AI.Next20, l’utilizzo dell’AI nel Service Desk consente di aumentare del 30-40% il tasso di risoluzione automatica (ARR) e di ridurre il tempo medio di risoluzione dei ticket (TTR) da circa 11 ore a 2 ore. Numeri che si traducono in una migliore esperienza per gli utenti e in una maggiore capacità dei team IT di generare valore.

Più valore, non meno persone

Il messaggio più interessante emerso da AI.Next20 è forse proprio questo. L’intelligenza artificiale non rappresenta una minaccia per i professionisti IT.Al contrario, in un contesto caratterizzato da crescente complessità e da una sempre maggiore difficoltà nel reperire competenze specialistiche, AI generativa e Agentic AI possono diventare strumenti fondamentali per aumentare la capacità operativa dei team senza rinunciare alla qualità del servizio. Perché il vero obiettivo non è sostituire le persone.
È permettere loro di dedicare meno tempo al “rumore” e più tempo a ciò che crea valore per il Cliente.
Nel prossimo approfondimento analizzeremo le principali sfide emerse dal confronto con CIO e IT Manager durante AI.Next20: cybersecurity, carenza di competenze, change management e introduzione dell’AI in modo efficace e condiviso.

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